Le 10 regole di EmilianaTorrini per una carriera musicale

Tra le pagine qui a lato trovate anche quella su Emiliana Torrini. Essendo già stato detto tutto o quasi, non ho inserito dati, solo una serie di link e alcune immagini. Mi premeva però fare alcune considerazioni su come ci si possa costruire una carriera. E’ un elenco banale, ma ultradifficoltoso, quello tracciato dalla Torrini, seguitelo anche voi e vi troverete in cima alle chart:
- Genio. (Emiliana Torrini a 7 anni canta in coro come soprano);
- Studio. (A 15 si iscrive a una scuola per cantanti lirici);
- Talento. (A 17 vince un concorso con una sua versione di I will survive);
- Fortuna. (A 18 con una raccolta di cover masterizzata per un regalo di compleanno del padre, arriva al primo posto nelle classifiche in Islanda);
- Persistenza. (Da quel momento Emiliana non rifiuta più nulla: ristoranti, bar, film sono tutti suoi);
- Sacrificio. (L’enorme mole di lavoro la mette in evidenza fino a firmare per One Little Indian e trasferirsi a Londra);
- Collaborazione. (La Casa discografica le mette accanto Orzabal dei Tears for Fears e Love in the Time of Science diventa un successo internazionale);
- Volizione. (I metodi di lavoro della One Little Indian non le stanno bene, incontra Dan Carey e insieme con lui traccia uno stile più lontano dalle atmosfere Trip-Hop di Love in the Time of Science. Esce Fisherman’s Woman);
- Dedizione. (Le canzoni nascono da improvvisazioni e sono il frutto di interminabili jam session tra lei e l’amico Dan Carey);
- Individualismo. (La Torrini ha sofferto molto del paragone con personaggi ingombranti quali Bjork, ciononostante ha saputo sviluppare la sua vena cantautorale senza lasciarsi ingabbiare negli stereotipi che via via le incollavano addosso).